Il Grande Fratello si tinge di verde

21 11 2008

La sostenibilità ambientale è ormai diventata una questione di costume. Lo so con certezza, dopo aver scoperto che esiste un Grande Fratello versione eco-sostenibile, con tanto di gruppo su YouTube che ne raccoglie “il meglio di”. Il programma in questione si chiama the Human Network Live Effect, ed è un programma, tutto on-line, che raccoglie le dirette su una casa ad emissioni zero e la vita dei suoi cinque abitanti, blogger, giornalisti, professori e una Perego di turno, a fare da presentatore e mediatore delle varie discussioni e interviste che hanno luogo nella casa. Il posto di Endemol è stato coperto da Cisco che ha fornito anche avanzate tecnologie di comunicazione e di rete, insieme ad altre aziende attive nel campo della sostenibilità come il Gruppo Loccioni, Enel e Whirpool. L’idea del format è originale: mettere in onda un esempio di come si possa vivere (almeno per una settimana) in modo assolutamente sostenibile. A partire dalla casa, tecnologicamente innovativa, fornita di pannelli solari termici e fotovoltaici, con soluzioni di building automation e dotata di monitoraggio continuo della qualità dell’aria interna e di ventilazione meccanica con recupero di calore. La casa è addirittura dotata di una micro centrale elettrica nonchè di sistema di produzione, stoccaggio e riutilizzo di idrogeno per la generazione elettrica. Ma nella Leaf Community non si vive solo in una casa a zero emissioni di CO2: ci si sposta con mezzi elettrici o ad idrogeno, si portano i bambini in una scuola ad energia solare e si lavora in edifici ecocompatibili che funzionano grazie all’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili.

Il programma sembra davvero completo, ed è stato arricchito dalla presenza di varie guest star, da Federico Moccia a Jovanotti, che sono state intervistate dagli inquilini sulle tematiche della sostenibilità.

Un piccolo esperimento, sicuramente a basso impatto non solo sull’ambiente ma anche sull’opinione pubblica, ma di certo un caso interessante di come si possano comunicare e realizzare, in maniera innovativa, i concetti dell’eco-sostenibilità.

Valentina



Un giorno a Ecomondo

11 11 2008

Venerdì, dopo un viaggio lungo e avventuroso, ho visitato Ecomondo, fiera internazionale del recupero della materia ed energia e dello sviluppo sostenibile, arrivata quest’anno alla dodicesima edizione. Ecomondo rappresenta il principale punto di incontro per operatori del settore dei rifiuti, delle energie rinnovabili, del riciclaggio e più in generale dei servizi per risolvere i complessi e specifici problemi ambientali.

Al di là delle immancabili novità tecnologiche, il primo dato che mi sono portata a casa sono stati i numeri dell’evento: a sentire gli organizzatori, il numero di espositori è addirittura raddoppiato dall’anno scorso e dalla coda alle casse, posso testimoniare che anche il numero di visitatori (non solo italiani) ha viaggiato su delle belle cifre (quasi 65.000 secondo i responsabili). Numerosi sono stati anche i convegni e i seminari, che hanno coinvolto il mondo accademico  quello industriale. Mi sembra questo possa essere già un indicatore interessante dello stato di salute del settore green (in questa fiera limitato alle aziende manifatturiere o di servizi specializzate prettamente nella getione di rifiuti, emissioni, energia,…) a conferma che è un settore che non solo “tiene”, risultato già ottimo in tempi di crisi finanziaria e recessione, ma che anche cresce, sia in termini di fatturato che di addetti.

Altro dato interessante, agli occhi di un ricercatore curioso, è il numero di nuovi settori e tipologie di aziende che sono nati, in risposta alle problematiche e opportunità legate alla gestione ambientale. Probabilmente moltissime delle aziende che esponevano, fanno parte di comparti industriali che fino ad una decina di anni fa nemmeno esistevano. Prediamo ad esempio il settore della gestione dei rifiuti. Ci sono moltissime e diverse aziende nella catena del valore del rifiuto, che comprende fasi di raccolta, differenziazione, estrazione e divisione dei singoli materiali, trasporto, vendita, fino al riutilizzo e riciclaggio del materiale stesso. Tutte fasi di produzione che spesso fanno capo ad aziende distinte che negli ultimi anni hanno saputo sviluppare le nuove competenze necessarie, trasformando un problema in un’occasione di business.

Una delle cose che mi aveva incuriosito di più all’ingresso della fiera sono stati l’isola degli acquisti e il supermarket ecologico, un ala della fiera allestita a supermercato, con tanti di scaffali, con esposti un gran numero di prodotti di largo consumo e non ecologici. Al di là dell’opportunità o meno di incollare questa etichetti ad alcuni dei prodotti esposti, questo eco-store è stato un interessante conferma del fatto che il “comparto ambientale” non riguarda solo tecnologie e prodotti specifici, ma abbraccia anche settori completamente lontani, da prodotti di largo consumo a settori più tradizionali come l’abbigliamento e l’arredamento. Adesso come adesso ci sono prodotti ecologici -per le materie prime che utilizzano, piuttosto che per il packaging, per la possibilità di ri-utilizzo o per la bio-degradabilità- per tutti i gusti. Dentifrici che sembrano scatole di majonese, penne usb in mater-bi, piatti e bicchieri di plastica biodegradabili, quaderni in carta riciclata. Ma anche distributori automatici di detersivo, alberghi eco-sostenibili e “arbre-magique” 100% naturali. La gamma di prodotti che rispettano l’ambiente e davvero ampia e, più interessante, in continuo aumento, segno che questo comparto è uno dei pochi a non patire la crisi, e non solo in settori alto di gamma.

Il sistema industriale italiano sembra avere tutte le carte in regola per primeggiare in questo comparto, facendo leva sulle sue notorie competenze manifatturiere, sulla capacità di innovare e la capacità di comprendere i mercati finali. Ad Ecomondo hanno esposto molte aziende italiane che hanno scommesso in questa direzione, vedremo se il mercato premierà la loro strategia.

Valentina



MPS per le PMI

25 02 2008

Un plafond di 500 milioni euro per favorire l’innovazione e la competitività delle piccole e medie imprese ed incrementare l’utilizzo delle energie alternative. E’ il risultato dell’accordo siglato dal Gruppo Mps e da Confindustria che consolidano così il loro rapporto di collaborazione, già concretizzato nel 2005 da un’analoga iniziativa che portò allo stanziamento di 1500 milioni di euro.
Il Gruppo Mps e Confindustria, informa una nota, condividono la necessità di fornire alle imprese italiane strumenti finanziari in grado di soddisfare esigenze di investimento per innovazione tecnologica, sviluppo commerciale e strutturale e sfruttamento delle energie alternative, a condizioni particolarmente vantaggiose per le aziende.

L’accordo è attivo fino al 31/12/2008, coinvolgerà le tre banche del Gruppo Mps (Banca Monte dei Paschi di Siena, Banca Agricola Mantovana, Banca Toscana) e potrà essere integrato con ulteriori strumenti finanziari individuati da un apposito tavolo di concertazione, delegato anche al monitoraggio delle attività commerciali condivise sul territorio.

Il plafond sarà orientato a finanziare le imprese attraverso due strumenti denominati “Innovazione e sviluppo” ed “Welcome Energy”. Soddisfazione per l’accordo è stata espressa da Francesco Bellotti, Presidente del Comitato tecnico per il credito riservato alle piccole e medie imprese di Confindustria.

Scila



Protected: Presentazioni TeDIS

22 12 2007

Martedì 18 parte del gruppo di ricerca TeDIS hanno presentato alcuni risultati preliminari emersi del lavoro di ricerca legate al filone ricerca e sostenibilità. La presentazione era parte del corso organizzato del Tianjin Science and Technology Committee Training Program, organizzato dal TEN, dal titolo “Sustainable Development in Urban and Industrial Areas in Italy”.
In allegato, troverete le tre presentazioni: la prima, presentata da Stefano, dopo un confronto tra un caso negativo, Marghera, ed uno positivo, Arzignano, illustra brevemente le caratteristiche del sistema produttivo italiano. La seconda, presentata da me, presenta le strategie poste in atto da alcune imprese italiane per conciliare sostenibilità economica, sociale e ambientale, partendo da casi studio. La terza, presenta da Barbara, parla invece di distretti&sostenibilità, presentando anche 4 casi.

parte-1-micelli_tstc_18-dic-07.pdf
parte2-micelli_tstc_18-dic-07.pdf
de-marchi_tstc_18-dic-07.pdf
da-ronch_tstc_18-dic-07.pdf

Valentina



Protected: Rapporto sull’incontro-dibattito su energia e petrolio del 7-12-’07

11 12 2007

Quanto petrolio c’è ancora nel sottosuolo terrestre? Sicuramente abbastanza per il rifornire il mondo nel prossimo secolo, anche considerando i fabbisogni crescenti dei paesi emergenti, e probabilmente a sufficienza anche per i prossimi due o tre secoli. Se oggi siamo costretti a pagare circa 90$ un barile di petrolio, quando il suo costo reale più alto è di 45$, ciò è da ricondurre a “fattori psicologici” di mercato imputabili a logiche meramente speculative, o al più al timore da parte dei paesi arabi al ritorno ad una situazione di sovrapproduzione con conseguente sottoquotazione dei prezzi, analogamente a quanto avvenuto per tre volte durante il ventesimo secolo (l’ultima risale agli anni ’80). Almeno questa è l’opinione di uno dei maggiori esperti del settore, Leonardo Maugeri, direttore strategie e sviluppo dell’ENI, che ha tenuto a Ca’Dolfin la presentazione del suo libro, L’era del petrolio, in cui traccia un interessante excursus storico su una delle risorse più importanti e controverse del nostro tempo, spesso al centro di questioni internazionali ma anche di mistificazioni fantapolitiche.
All’incontro non si parla di solo petrolio, Maugeri compie anche una lucida analisi dell’attuale scena energetica mondiale. I combustibili fossili sono i maggior responsabili dell’emissione di CO2 e dei cambiamenti climatici mondiali, ma allo stesso tempo garantiscono attualmente una densità d’energia e di potenza impareggiabili, nucleare a parte (“trappola energetica” nella quale oggi siamo purtroppo prigionieri) Per quest’ultimo motivo le leve su cui intervenire differiscono a seconda dell’arco temporale:

• Nel breve termine la strada da seguire è l’efficienza nell’utilizzo del petrolio. Ciò non presuppone un taglio degli standard di vita attuali, bensì si tratta di misure concrete perseguibili facilmente e in tempi relativamente ridotti; basti pensare ai guadagni in efficienza ottenibili riducendo la cilindrata massima delle autovetture a 1800cc nelle città. C’è un esempio portato dal Dott. Maugeri che mi ha particolarmente colpito: se gli Stati Uniti adeguassero il loro parco macchine agli standard europei (che di per sé sono decisamente migliorabili in efficienza), risparmieremmo dai 4-5 milioni di barili di petrolio al giorno. Collegato a questo tema sorge però un ulteriore inquietante paradosso nel quale non si dovrà incappare: la cosiddetta “trappola da efficienza”, secondo cui livelli sempre maggiori di efficienza nell’utilizzo delle fonti fossili attraverso il progresso tecnologico porteranno ad un uso involontario maggiore di queste ultime;

•Nel medio-lungo termine risulterà essenziale investire nella ricerca e nel perfezionamento delle energie alternative “pulite”.

Per quanto riguarda le nuove fonti energetiche, nella cui ricerca la stessa Eni è attivamente impegnata, Maugeri segnala il solare come la fonte che offre le maggiori potenzialità per il futuro, l’unica in grado di garantire una svolta energetica come fu per il carbone e per il petrolio. Le sfide che comporta la ricerca in materia sono volte a superare due grandi limiti per cui oggi fatichiamo a trovare delle soluzioni: l’impossibilità di catturare l’immensa quantità di energia prodotta dal sole (collegato a quest’ultimo vi è inoltre il problema dell’estensione spaziale richiesta dai pannelli solari) e l’intermittenza della fonte (per approfondimenti su quest’ultimo tema consiglio la lettura di un estratto di un’intervista del Dott. Maugeri comparsa sul sito del quotidiano “La Repubblica” che potete trovare sul sito http://www.solarenews.it/it/index.php?option=com_content&task=view&id=171&Itemid=1).

Qui di seguito alcune delle domande più interessanti rivolte al Dott. Maugeri nel dibattito post conferenza:
La Cina, non solo come potenza economica assetata di petrolio, ma anche come un’industria petrolifera tecnicamente avanzata (Petrochina è diventata da poco l’impresa più grande al mondo per capitalizzazione e la prima a superare i mille miliardi di dollari di valore globale) che possa concorrere con le altre multinazionali. Chiudendo la domanda è stato fatto un paragone tra l’approccio industriale cinese del giorno d’oggi e la filosofia imprenditoriale di Mattei, fondatore dell’Eni. Il Dottor Maugeri prima di tutto ha fatto notare che dai dati a disposizione sul consumo globale annuo di petrolio, negli ultimi anni non si nota un differenziale di domanda cinese, praticamente non si produce più petrolio di quanto non si facesse prima dell’affacciarsi della Cina sul mercato mondiale. Sul paragone tra cinesi e Mattei ha negato delle similitudini. L’approccio imprenditoriale italiano all’estero è molto diverso da quello cinese. Quando l’Italia va sui mercati internazionali lo fa in maniera discreta integrandosi poco alla volta. La Cina all’opposto si insedia in modo invasivo con una moltitudine di uomini che si inseriscono nel territorio rimanendo un gruppo chiuso nella propria cultura, e impermeabile all’influenza esterna. L’italiano si adegua e asseconda le esigenze di chi ha di fronte ed è questa una caratteristica che ha fatto la fortuna dell’imprenditoria italiana all’estero, Mattei incluso. Non bisogna dimenticare inoltre che quella petrolifera è un’industria molto invasiva sul territorio, se non si riesce ad integrarsi in maniera efficace con la popolazione si incontrano ostacoli insormontabili. Per usare le parole di Maugeri:”Un italiano quando va in Algeria diventa algerino, in Nigeria nigeriano. Un cinese ovunque vada rimane un cinese.” E` per questo motivo, sempre secondo Maugeri, che l’industria cinese non potrà sostenere nel futuro l’enorme sviluppo che ha oggi.

Nel lungo periodo il prezzo del petrolio sarà deciso dalla domanda o dall’offerta. Mentre nel breve periodo la speculazione (futures, opzioni) e la componente psicologica degli operatori, soprattutto in periodi di turbolenza del mercato, gioca un ruolo decisivo sul prezzo finale del greggio, nel lungo periodo le leggi fondamentali dell’economia inesorabilmente faranno sentire il loro peso. Maugeri non si è sbilanciato dicendo quale delle due dinamiche sarà decisiva, il naturale convergere di domanda e offerta deciderà il prezzo finale.

L’acqua come fonte di energia, e un commento sulle biomasse.
Maugeri si è mostrato scettico sull’uso dell’acqua come fonte energetica, sia sfruttando le correnti oceaniche, che le maree o il moto ondoso. Se sulla carta i progetti che si propongono di sfruttare questi fenomeni sono molto suggestivi, in pratica hanno prestazioni deludenti sia dal punto di vista dei costi che di impatto sull’ambiente. Per quanto riguarda lo sfruttamento dell’idrogeno presente nell’acqua mancano ancora le tecnologie che lo rendano interessante. Ottenere idrogeno dall’acqua con l’idrolisi è un processo per cui ci si affida a fonti energetiche fossili, quindi non rappresenta una fonte energetica auto sufficiente ne’ pulita al 100%. Ricorrere all’energia solare per la scissione dell’acqua invece attenua i benefici di costo derivanti dall’idrogeno, essendo la tecnologia a celle fotovoltaiche ancora poco efficiente e costosa.
Le biomasse, che rappresentando la quarta fonte di energia dopo petrolio, carbone e gas, pur avendo il vantaggio di essere presenti in grandi quantità, non hanno un grosso futuro per il basso potenziale di energia incluso in esse.

Come si sta muovendo Eni per la cattura e lo stoccaggio dell’anidride carbonica.
Eni punta molto sulla cattura e la segregazione dell’anidride carbonica. Si tratta di una pratica che ha suscitato molto interesse negli ultimi anni ma non è cosa nuova. Gli Stati Uniti catturano la CO2 già dagli anni ’70, anche se non per fini ambientali ma per fini più strumentali. L’iniezione di anidride carbonica nei giacimenti petroliferi è infatti una delle tecniche usate per riuscire a sfruttare i giacimenti quando che la sola pressione al loro interno non è più in grado di far salire il greggio. Si sta facendo molta ricerca per riuscire a catturare la CO2 ma i problemi legati alla sicurezza sono ancora molti.

Sul finire del dibattito Valentina ha chiesto se la spinta verso una maggiore efficienza energetica nel breve periodo verrà più dalla concorrenza di mercato o dall’intervento del legislatore.
Maugeri ha risposto: è difficile pensare che solo la concorrenza possa far convergere l’industria in generale verso livelli ottimi di efficienza energetica. L’impulso del legislatore è determinante. I governi intervenendo sull’efficienza energetica però devono dare il giusto orizzonte temporale all’industria e ai consumatori per poter adeguare i propri comportamenti. Ad esempio non si può vietare dall’oggi al domani la circolazione nei centri urbani delle macchine di grossa cilindrata. Ci deve essere un processo graduale che permetta a tutti di avere il tempo e il modo di adeguare i propri comportamenti. Maugeri poi si è soffermato sui motivi che spingono a investire in ricerca su fonti energetiche alternative. La ricerca ha sempre avuto un andamento irregolare con dei picchi in corrispondenza di shock energetici. Dopo lo stabilizzarsi del prezzo del petrolio però l’esplorazione di nuove tecnologie veniva abbandonato. Al contrario attualmente, sembra che la ricerca su fonti energetiche alternative non sia un fenomeno passeggero destinato a cessare quando i mercati si stabilizzeranno. Grazie a tecnologie diffuse globalmente e a causa della problematica ambientale sempre più pressante, l’esplorazione di nuovi fonti energetiche rimarrà una costante. In ricerca di base stanno investendo molto proprio le imprese petrolifere, Eni inclusa. Il motivo per cui nell’immediato futuro non si intravede quale sarà la fonte energetica che ci farà abbandonare il petrolio è la difficoltà di standardizzare le scoperte fatte dalla ricerca scientifica e industrializzare i processi. E` l’evolversi della tecnologia secondo Maugeri che ci farà compiere la transazione ad altre fonti energetiche.

Nicholas, Paolo e Matteo.



Protected: Convegno Logistica Sostenibile a Genova

1 12 2007

Ieri ho partecipato ad un incontro a Genova dal titolo: Logistica Sostenibile, pubblico e privato possono vincere insieme. All’ingresso, ci hanno accolto con una borsa modello Freitag, zeppa di materiale su aziende ed enti che sono attivi a vario titolo nel settore della logistica e, in maniera diretta e indiretta, nel campo della sostenibilià ambientale, impegnate nella riduzione delle emissioni legate alla movimentazione via gomma o nella realizzazione di prodotti o processi eco-compatibili.

L’evento era ricco di testimonianze provenienti dal mondo accademico ma anche e soprattutto dal mondo delle aziende, che hanno presentato le loro strategie eco-compatibili. Il convegno ha avuto il pregio di presentare moltissimi casi di aziende/enti/… che, a vario titolo, stanno lavorando concretamente per garantire un maggior rispetto dell’ambiente coniugandolo con un migloramento delle performance aziendali, dimostrando come i concetti di logistica e sostenibilità siano legati a doppio filo.

Nel file allegato troverete degli appunti in libertà sulla maggior parte delle testimonianze: qui vi riporterò solo i casi più significativi ai fini della nostra ricerca.

Al di là delle testimonianze dei “vip” E. De Bono che ha presentato i vantaggi del lateral thinking e di E. Stiglitz che ha sottolineato l’urgenza, le potenzialità e i vantaggi di un nuovo approccio della produzione e dei consumi più orientato al rispetto dell’ambiente mi hanno colpito le presentazioni di alcune aziende.

-PALM: pruduttore di pallet e soluzioni di imballaggio e trasporto eco-compatibili, a impatto zero , che gestisce con questo approccio tutta la sua catena di produzione, dal fornitore ai clienti, curando il processo produttivo e il prodotto finito in maniera da ridurre emissioni e utilizzo di risorse.

-EUROVIX: azienda di bio tecnologie applicate all’ambiente

-Metrocargo, progetto di i.log per ridurre emissioni e inquinamento vario grazie ed un sistema di trasporto intermodale flessibile e veloce, che permette di trasportare conteiners con lo steso concetto usato per i passeggeri.

Segnalo un altra azienda interessante, GAMEDIT, la “prima litografia eco-sostenibile in Italia” che utilizza energie rinnovabili, materiale riciclato e/o non inquinante, soluzioni logistiche con mezzi ecologici a metano.

Programma evento

Valentina



Invito a incontro su energia e petrolio

1 12 2007

Siamostati invitati ad un importante evento che si terrà qui a Venezia organizzato dal Dipartimento di Scienze Economiche dell’Università Ca’ Foscari, in collaborazione con la Culture Factory della Fondazione Eni Enrico Mattei che organizzano un incontro – dibattito con il Dott. Leonardo Maugeri, Direttore Strategie e Sviluppo dell’Eni SpA, Senior Fellow del “World Economic Laboratory” del Massachussetts Institute of Tecnology (MIT) e uno dei principali esperti mondiali di energia e petrolio,sul tema:


“L’era del petrolio. Mitologia, storia e futuro della più controversa risorsa del mondo”

L’evento si svolgerà alle ore 17.00 di Giovedì 6 Dicembre 2007, presso l’Aula Magna Silvio Trentin a Ca’ Dolfin.
Ai primi cento partecipanti sarà offerta una copia del libro “”L’era del petrolio. Mitologia, storia e futuro della più controversa risorsa del mondo” di Leonardo Maugeri.
Al termine dell’incontro è previsto un cocktail di saluto al relatore a cui tutti i partecipanti sono cordialmenti invitati.

Chi pensa di poter partecipare?

Valentina

Locandina Invito



Protected: Distretti ed energia: alcuni spunti da Pisa (convegno 20-21 novembre)

26 11 2007

Nella due giorni di Pisa si è parlato di distretti e sistemi produttivi locali in generale, ma con un cambio di prospettiva. Il dibattito non ha voluto infatti soffermarsi sulle “tradizionali” tematiche oggetto di discussione quando si parla di distretti – nozione di distretto, fattori di genesi ed evoluzione distrettuale, caratteristiche intrinseche di distretti e sistemi produttivi locali, etc. – ma, partendo da questa base di conoscenza comune, evolvere la discussione andando a focalizzarsi su due fattori di possibile evoluzione delle aggregazioni distrettuali, ovvero l’energia e la sicurezza.
Il convegno, organizzato dalla Provincia di Pisa, ha voluto essere un luogo di discussione per i policy makers sulle evoluzioni strategiche che i distretti toscani, e più in generale italiani, dovranno affrontare per mantenere alti i propri livelli di competitività in futuro, anche sulla scorta dei due elementi di crescente rilevanza – l’energia e l’ambiente – che sono stati oggetto di discussione dettagliata.
L’idea di fondo è che, attraverso l’utilizzo dei meccanismi propri del distretto ed una crescente attenzione da parte degli attori istituzionali a sensibilizzare i contesti locali sugli scenari di evoluzione futuri, si possano perseguire quelle evoluzioni strategiche che permetteranno di preservare la competitività delle imprese distrettuali sui mercati internazionali.

Tutto è partito da un esercizio di foresight promosso dalla Provincia di Pisa all’interno del progetto Pisa2020, nel quale si è chiesto ad un gruppo di stakeholders locali di adottare un approccio strategico e di lungo periodo, andando ad identificare quegli elementi che ritenevano più rilevanti per gli sviluppo futuri – tra i quali erano emersi l’energia e la sicurezza sui luoghi di lavoro – ed andando a prospettare dei possibili scenari in relazione alle diverse capacità di gestione di tali elementi. Dall’analisi di scenario emergeva la necessità che le istituzioni locali pianificassero una politica di gestione delle risorse critiche per la competitività di un territorio.

Da questa esigenza l’idea di organizzare un convegno, dal quale far emergere delle proposte operative per una policy locale delle tematiche dell’energia e della sicurezza sui luoghi di lavoro.
Il convegno è stato quindi strutturato in due momenti distinti:
- il primo, più divulgativo, finalizzato a fornire degli strumenti di base per affrontare le tematiche oggetto di discussione, con una panoramica di “cosa si sta muovendo” nel campo dell’energia e della sicurezza, dello stato dell’arte della ricerca, delle evoluzioni più recenti, nonché degli strumenti per il finanziamento di progetti di efficientamento energetico e miglioramento della sicurezza dei luoghi di lavoro a disposizione di imprese e sistemi locali d’impresa;
- il secondo, più operativo e propositivo, finalizzato a proporre delle iniziative concrete per affrontare tali tematiche a livello locale.

La sessione di lavori sull’energia ha visto in particolare la partecipazione di:
- ENEA e Università La Sapienza per la presentazione della tematica (con la distinzione tra le “vie” del risparmio energetico e dell’utilizzo di fonti alternative) e dello stato dell’arte della ricerca scientifica e delle sperimentazioni;
- Ministero dell’ambiente, Unità Tecnica Finanza di Progetto della Presidenza del Consiglio dei Ministri e MPS per gli strumenti di finanziamento utilizzabili per progetti di efficientamento energetico (rispettivamente fondo di rotazione per il rispetto del protocollo di Kyoto, finanza di progetto, linee di finanziamento ad hoc di MPS);
- Europrogetti&Finanza, che ha presentato una proposta operativa di modello per l’efficientamento energetico del distretto conciario di S.Croce sull’Arno – eventualmente replicabile anche in altri contesti distrettuali. Il modello proposto vede l’interazione di più soggetti – imprese del distretto, attori istituzionali, fornitori di tecnologia e finanziatori – ed identifica proprio nel distretto l’elemento determinante il successo di un progetto di questo tipo in quanto, da un lato, la specializzazione settoriale delle varie imprese distrettuale comporta un’alta omogeneità dei fabbisogni energetici da soddisfare, e, dall’altro, la dimensione distrettuale permette la scalabilità del progetto.

Il convegno si è chiuso con un intervento del sottosegretario allo Sviluppo Economico Stradiotto, che ha ribadito l’attenzione del governo delle tematiche affrontate nel convegno – i 5 temi di Industria2015 sono infatti l’energia, la mobilità, il Made in Italy, le scienze della vita e la promozione – ed ha raccolto le proposte emerse dalla discussione.

Convegno “I distretti produttivi italiani: energia e sicurezza. Cambiamo prospettiva!”
Pisa, 20-21 novembre 2007
Programma e materiali dei relatori (speriamo presto disponibili!)

Appunti per meglio approfondire i diversi interventi Interventi dei relatori (Pisa 20-21 novembre)