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	<title>Comments on: Cronache dal XXII CleanTech Forum</title>
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	<description>Per una sostenibilità evolutiva</description>
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		<title>By: Valentina</title>
		<link>http://sustainability.viublogs.org/2009/05/07/cronache-dal-xxii-cleantech-forum/comment-page-1/#comment-913</link>
		<dc:creator>Valentina</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2009 19:14:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://sustainability.viublogs.org/?p=196#comment-913</guid>
		<description>Purtroppo l&#039;attenzione per una produzione sostenibile è tutta rivolta alla politica della sostenibilità, cioè a come questo o quell&#039;incentivo possa guidare il gregge delle aziende nella direzione migliore per il bene del pianeta e dell&#039;umanità. Senza considerare le specificità in termini di obiettivi, di difficoltà ma anche di potenziale innovativo delle aziende, e senza considerare troppo gli incentivi dei singoli cittadini all&#039;acquisto sostenibile vs. l&#039;acquisto tradizionale.
E non è solo colpa dei policy maker. Anche il mondo della ricerca è stato finora focalizzato quasi esclusivamente nell&#039;analizzare il potenziale di incentivi e regolamentazione.
a.a.a. più attenzione alle aziende green nell&#039;accademia e tra i policy maker cercasi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Purtroppo l&#8217;attenzione per una produzione sostenibile è tutta rivolta alla politica della sostenibilità, cioè a come questo o quell&#8217;incentivo possa guidare il gregge delle aziende nella direzione migliore per il bene del pianeta e dell&#8217;umanità. Senza considerare le specificità in termini di obiettivi, di difficoltà ma anche di potenziale innovativo delle aziende, e senza considerare troppo gli incentivi dei singoli cittadini all&#8217;acquisto sostenibile vs. l&#8217;acquisto tradizionale.<br />
E non è solo colpa dei policy maker. Anche il mondo della ricerca è stato finora focalizzato quasi esclusivamente nell&#8217;analizzare il potenziale di incentivi e regolamentazione.<br />
a.a.a. più attenzione alle aziende green nell&#8217;accademia e tra i policy maker cercasi.</p>
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		<title>By: enzo</title>
		<link>http://sustainability.viublogs.org/2009/05/07/cronache-dal-xxii-cleantech-forum/comment-page-1/#comment-907</link>
		<dc:creator>enzo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2009 20:34:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://sustainability.viublogs.org/?p=196#comment-907</guid>
		<description>Il problema segnalato da Valentina e&#039; reale: tutto ferve intorno alla green economy, ma prima di tutto luccicano gli incentivi promessi per renderle economiche. Quello che lascia perplessi molti potenziali utilizzatori non e&#039; solo la &quot;dipendenza da incentivi&quot; che e&#039; sempre una cosa pericolosa con questi chiari di luna (quanto a lungo reggera&#039; l&#039;interesse per la green economy prima che altre emergenze politiche emergano?), ma e&#039; anche in questo momento il prezzo del petrolio che la crisi ha - temporaneamente si pensa - abbassato rispetto a qualche tempo fa.
Siccome io penso che la funzione della politica della sostenibilita&#039; in questo momento non sia tanto quella di trovare soluzioni tecnicamente definitive ad un problema che ci accompagnera&#039; nei prossimi decenni, ma sia quella di disegnare istituzioni, modelli di intervento, esperienze esplorative che ci insegnano la &quot;riflessivita&#039;&quot;, la cosa migliore sarebbe che la politica invece di dare tanti incentivi di natura e entita&#039; disparata pensasse a bloccare il prezzo del petrolio ad una soglia (elevata) che rende convenienti risparmio e tecnologie alternative.
Lo si puo&#039; fare con un cartello degli acquirenti e con  un sistema di tassazione che stabilizza la previsione del prezzo (politico) del petrolio per i prossimi dieci anni, diciamo.
Allora molte delle incertezze che oggi girano nell&#039;ambiente sparirebbero, e anche i consumatori comincerebbero ad attrezzarsi seriamente senza pensare, magari sbagliando, che basta aspettare e poi tutto riciomincia come prima.   Enzo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il problema segnalato da Valentina e&#8217; reale: tutto ferve intorno alla green economy, ma prima di tutto luccicano gli incentivi promessi per renderle economiche. Quello che lascia perplessi molti potenziali utilizzatori non e&#8217; solo la &#8220;dipendenza da incentivi&#8221; che e&#8217; sempre una cosa pericolosa con questi chiari di luna (quanto a lungo reggera&#8217; l&#8217;interesse per la green economy prima che altre emergenze politiche emergano?), ma e&#8217; anche in questo momento il prezzo del petrolio che la crisi ha &#8211; temporaneamente si pensa &#8211; abbassato rispetto a qualche tempo fa.<br />
Siccome io penso che la funzione della politica della sostenibilita&#8217; in questo momento non sia tanto quella di trovare soluzioni tecnicamente definitive ad un problema che ci accompagnera&#8217; nei prossimi decenni, ma sia quella di disegnare istituzioni, modelli di intervento, esperienze esplorative che ci insegnano la &#8220;riflessivita&#8217;&#8221;, la cosa migliore sarebbe che la politica invece di dare tanti incentivi di natura e entita&#8217; disparata pensasse a bloccare il prezzo del petrolio ad una soglia (elevata) che rende convenienti risparmio e tecnologie alternative.<br />
Lo si puo&#8217; fare con un cartello degli acquirenti e con  un sistema di tassazione che stabilizza la previsione del prezzo (politico) del petrolio per i prossimi dieci anni, diciamo.<br />
Allora molte delle incertezze che oggi girano nell&#8217;ambiente sparirebbero, e anche i consumatori comincerebbero ad attrezzarsi seriamente senza pensare, magari sbagliando, che basta aspettare e poi tutto riciomincia come prima.   Enzo</p>
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