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	<title>Comments on: Scenari energetici in Italia al 2020</title>
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	<description>Per una sostenibilità evolutiva</description>
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		<title>By: Valentina</title>
		<link>http://sustainability.viublogs.org/2008/12/02/scenari-energetici-in-italia-al-2020/comment-page-1/#comment-878</link>
		<dc:creator>Valentina</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Dec 2008 17:59:28 +0000</pubDate>
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		<description>Andrea, grazie per aver arricchito questo blog con il tuo interessante apporto. Il ruolo della pubblica amministrazione è assolutamente rilevante in tema di politiche ambientali. Non per niente sono stati i governi centrali a dare le spinte più forti in queste direzioni, basta guardare al caso del Regno Unito che citavi anche tu, oppure in parte anche dell&#039;Unione Europea, anche se con un impatto minore. In alcuni stati i politicanti guardano avanti e sostengono innovazioni che immaginano fonte di vantaggi per il proprio paese anche prima che si affermino appieno nel mercato. Appurato che in Italia questo tipo di politicanti è diffuso come il mammut antartico, spero vivamente in una specie di politicanti che almeno riconoscano i vantaggi di una produzione sostenibile quando questi si dimostreranno anche economicamente più vantaggiosi di quelli tradizionali.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Andrea, grazie per aver arricchito questo blog con il tuo interessante apporto. Il ruolo della pubblica amministrazione è assolutamente rilevante in tema di politiche ambientali. Non per niente sono stati i governi centrali a dare le spinte più forti in queste direzioni, basta guardare al caso del Regno Unito che citavi anche tu, oppure in parte anche dell&#8217;Unione Europea, anche se con un impatto minore. In alcuni stati i politicanti guardano avanti e sostengono innovazioni che immaginano fonte di vantaggi per il proprio paese anche prima che si affermino appieno nel mercato. Appurato che in Italia questo tipo di politicanti è diffuso come il mammut antartico, spero vivamente in una specie di politicanti che almeno riconoscano i vantaggi di una produzione sostenibile quando questi si dimostreranno anche economicamente più vantaggiosi di quelli tradizionali.</p>
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		<title>By: Andrea</title>
		<link>http://sustainability.viublogs.org/2008/12/02/scenari-energetici-in-italia-al-2020/comment-page-1/#comment-877</link>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 19:44:58 +0000</pubDate>
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		<description>Complimenti per il blog che ho incrociato  vagando in rete...
Dunque, dal mio punto di vista una riconversione ecologica del sistema produttivo  italiano è di là da venire..
Dico questo perchè mi sembra che nella classe dirigente industriale e politica manchi una cultura in tal senso.
Infatti un qualsiasi processo innovativo in azienda (ma in materia abientale di  +) necessita, oltrechè di una, diciamo così, predisposizione aziendale (a livello organizzativo, gestionale, di know-how, che non sempre è presente..), di stimoli esterni dati tanto dalla cultura di fondo - ed esempio le esternazioni governative contro il pacchetto 20-20-20 non vanno in senso giusto così come le tesi dei giovani confindustriali dell&#039;utlimo convegno in cui si definiva, non si capisce bene su che base teorica, la tutela dell&#039;ambiente un &quot;bene di lusso&quot;...) - quanto da strategie di policy ben definite ed in cui si la barra dritta (ad esempio la stretegia EU ETAP, in Italia c&#039;è stato un piano di attuazione ma poca roba..), nonchè di un adeguato sistema regolatorio (e relativo  assetto istituzionale), tra cui, oltre gli ormai &quot;politicamente corretti&quot; strumenti economici (non c&#039;è infatti articolo, manuale, tesi che lo ribadisca...),  secondo me - sarò dirigista ma... - un sistema di comand &amp; control può fare la sua parte... se viene compiuta una easuriente Analisi di Impatto della Regolazione (come ad esempio avviene in UK..), se è stringente (nel senso che mira a risultati ambiziosi (ma raggiungibili) in termini di qualità ambientale che impongono alle aziende risposte innovative) ma flessibile (concedendo ad esempio una buona discerzionalità  alla autorità competente al rilascio dell&#039;autorizzazione che può valutare caso x caso, sulla base di linee guida statali come è ad esempio ora x le BAT), se è orientato alla performance (cioè non prescrive l’utilizzo di specifiche tecnologie o specifici interventi volti a contenere l’inquinamento..), se c&#039;è un una costruzione di adeguati procedimenti di normazione tecnica (che oltre alla trasparenza garantiscano l&#039;apporto, sia grazie alle competenze interne che a consulenti esterni, conoscenze di tipo economico, ambientale e tecnologico in modo da realizzare un appropriato corpus normativo), nell&#039;iter  autorizzatorio vi è una collaborazione fattiva fra Autorità Competente (anch&#039;essa in possesso di adeguate conoscenze di tipo economico, ambientale e tecnologico) e azienda, se le ispezioni sono condotte in  un certo modo, etc....
Ecco a me non sembra che si vada in tal senso; l&#039;1/08 è stato, ad esempio, approvato dal CdM un progetto di legge delega per ari-modificare il TestoneUnico facendo, tra l&#039;altro, venire meno un altro aspetto necessario della regolamentazione x stimolare l&#039;innovazione, cioè non essere soggetta a mutamenti frequenti (non solo xchè crea incertezza circa le interpretazioni legali ma anche xchè sballa i tempi di attuazione delle norme non permettendo alle aziende di agire in un ottica di lungo termine ..); infatti, leggendo il testo della delega,  l&#039;unico interessante criterio per esercitare la delega che ho ravvisato è quello della riduzione degli oneri amministrativi... 
Un pò poco no?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti per il blog che ho incrociato  vagando in rete&#8230;<br />
Dunque, dal mio punto di vista una riconversione ecologica del sistema produttivo  italiano è di là da venire..<br />
Dico questo perchè mi sembra che nella classe dirigente industriale e politica manchi una cultura in tal senso.<br />
Infatti un qualsiasi processo innovativo in azienda (ma in materia abientale di  +) necessita, oltrechè di una, diciamo così, predisposizione aziendale (a livello organizzativo, gestionale, di know-how, che non sempre è presente..), di stimoli esterni dati tanto dalla cultura di fondo &#8211; ed esempio le esternazioni governative contro il pacchetto 20-20-20 non vanno in senso giusto così come le tesi dei giovani confindustriali dell&#8217;utlimo convegno in cui si definiva, non si capisce bene su che base teorica, la tutela dell&#8217;ambiente un &#8220;bene di lusso&#8221;&#8230;) &#8211; quanto da strategie di policy ben definite ed in cui si la barra dritta (ad esempio la stretegia EU ETAP, in Italia c&#8217;è stato un piano di attuazione ma poca roba..), nonchè di un adeguato sistema regolatorio (e relativo  assetto istituzionale), tra cui, oltre gli ormai &#8220;politicamente corretti&#8221; strumenti economici (non c&#8217;è infatti articolo, manuale, tesi che lo ribadisca&#8230;),  secondo me &#8211; sarò dirigista ma&#8230; &#8211; un sistema di comand &amp; control può fare la sua parte&#8230; se viene compiuta una easuriente Analisi di Impatto della Regolazione (come ad esempio avviene in UK..), se è stringente (nel senso che mira a risultati ambiziosi (ma raggiungibili) in termini di qualità ambientale che impongono alle aziende risposte innovative) ma flessibile (concedendo ad esempio una buona discerzionalità  alla autorità competente al rilascio dell&#8217;autorizzazione che può valutare caso x caso, sulla base di linee guida statali come è ad esempio ora x le BAT), se è orientato alla performance (cioè non prescrive l’utilizzo di specifiche tecnologie o specifici interventi volti a contenere l’inquinamento..), se c&#8217;è un una costruzione di adeguati procedimenti di normazione tecnica (che oltre alla trasparenza garantiscano l&#8217;apporto, sia grazie alle competenze interne che a consulenti esterni, conoscenze di tipo economico, ambientale e tecnologico in modo da realizzare un appropriato corpus normativo), nell&#8217;iter  autorizzatorio vi è una collaborazione fattiva fra Autorità Competente (anch&#8217;essa in possesso di adeguate conoscenze di tipo economico, ambientale e tecnologico) e azienda, se le ispezioni sono condotte in  un certo modo, etc&#8230;.<br />
Ecco a me non sembra che si vada in tal senso; l&#8217;1/08 è stato, ad esempio, approvato dal CdM un progetto di legge delega per ari-modificare il TestoneUnico facendo, tra l&#8217;altro, venire meno un altro aspetto necessario della regolamentazione x stimolare l&#8217;innovazione, cioè non essere soggetta a mutamenti frequenti (non solo xchè crea incertezza circa le interpretazioni legali ma anche xchè sballa i tempi di attuazione delle norme non permettendo alle aziende di agire in un ottica di lungo termine ..); infatti, leggendo il testo della delega,  l&#8217;unico interessante criterio per esercitare la delega che ho ravvisato è quello della riduzione degli oneri amministrativi&#8230;<br />
Un pò poco no?</p>
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		<title>By: valentina</title>
		<link>http://sustainability.viublogs.org/2008/12/02/scenari-energetici-in-italia-al-2020/comment-page-1/#comment-876</link>
		<dc:creator>valentina</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 14:46:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://sustainability.viublogs.org/?p=146#comment-876</guid>
		<description>Marco,
grazie per l&#039;interessante commento. Penso proprio anche io che il potenziale in cui l&#039;Italia possa esprimersi al meglio riguardi soprattutto i settori che già padroneggia, con i modi con cui già ha raggiunto il successo nel passato. Innovazioni di significato, nel contesto d&#039;uso, nei materiali utilizzati, nell&#039;eco-design del prodotto. 
Niente di radicale. Niente di immediato. Ma un cambiamento incrementale è sicuramente nelle corde della nostra economia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Marco,<br />
grazie per l&#8217;interessante commento. Penso proprio anche io che il potenziale in cui l&#8217;Italia possa esprimersi al meglio riguardi soprattutto i settori che già padroneggia, con i modi con cui già ha raggiunto il successo nel passato. Innovazioni di significato, nel contesto d&#8217;uso, nei materiali utilizzati, nell&#8217;eco-design del prodotto.<br />
Niente di radicale. Niente di immediato. Ma un cambiamento incrementale è sicuramente nelle corde della nostra economia.</p>
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		<title>By: Marco</title>
		<link>http://sustainability.viublogs.org/2008/12/02/scenari-energetici-in-italia-al-2020/comment-page-1/#comment-875</link>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 11:28:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://sustainability.viublogs.org/?p=146#comment-875</guid>
		<description>Sono perfettamente d&#039;accordo con Valentina riguardo alle opportunità per l&#039;economia che la crescente necessità di sostenibilità sta creando. E&#039; assolutamente importante (ancora di più in questo momento di crisi dei settori più tradizionali) saper cogliere questa opportunità e reinventarsi anche in quello che già sappiamo fare bene... Non credo che nessuno si aspetti che il sistema Italia, dall&#039;oggi al domani, diventi ad altissimo contenuto tecnologico e cominci a produrre una serie di sofisticati brevetti per la produzione, ad esempio, di nuove forme di energia &quot;verdi&quot;. Sarebbe importantissimo, invece, partire da quei settori che sappiamo di &quot;dominare&quot; meglio (e penso alla manifattura e all&#039;arredo ad esempio) e re-inventarli in una chiave più eco-sostenibile (nei processi e nei contenuti) così come viene chiesto ormai a gran voci dai consumatori.
Questa sarà una sfida importante per la crescita o, almeno, per la non decrescita del paese nei prossimi anni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono perfettamente d&#8217;accordo con Valentina riguardo alle opportunità per l&#8217;economia che la crescente necessità di sostenibilità sta creando. E&#8217; assolutamente importante (ancora di più in questo momento di crisi dei settori più tradizionali) saper cogliere questa opportunità e reinventarsi anche in quello che già sappiamo fare bene&#8230; Non credo che nessuno si aspetti che il sistema Italia, dall&#8217;oggi al domani, diventi ad altissimo contenuto tecnologico e cominci a produrre una serie di sofisticati brevetti per la produzione, ad esempio, di nuove forme di energia &#8220;verdi&#8221;. Sarebbe importantissimo, invece, partire da quei settori che sappiamo di &#8220;dominare&#8221; meglio (e penso alla manifattura e all&#8217;arredo ad esempio) e re-inventarli in una chiave più eco-sostenibile (nei processi e nei contenuti) così come viene chiesto ormai a gran voci dai consumatori.<br />
Questa sarà una sfida importante per la crescita o, almeno, per la non decrescita del paese nei prossimi anni.</p>
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